Ferrara: castello estense e Boldini

Ci sono luoghi con cui hai dei conti in sospeso e per me, Sandra, uno di questi luoghi è Ferrara. Gita di terza superiore: Mantova, Ferrara e Ravenna. Ricordo ancora quella mattina davanti all’entrata del castello estense: chiuso! Ebbene sì, i nostri professori erano riusciti ad azzeccare il giorno di chiusura. Sono passati… ehm… sorvoliamo sul numero degli anni, ma grazie ad Andrea e al suo regalo di compleanno sono finalmente riuscita ad entrare nel castello.

Una toccata e fuga nella bella città degli estensi insieme a due amiche, partiti di sabato mattina e rientrati la domenica sera, ottimizzando i tempi facendo la MyFe, la carta turistica che permette di entrare in tutti i musei cittadini tranne il Palazzo dei Diamanti, prenotando le visite grazie anche ai validi suggerimenti di Sara e il suo blog "Cappellacci a Merenda" vero amore per Ferrara.

La nostra prima tappa è stato il castello estense o castello di San Michele, dove ci aspettava la visita guidata prenotata sul sito ufficiale - che consigliamo vivamente - e finalmente ho attraversato il ponte levatoio entrando nel cortile.

castello estense

La nostra guida ci ha trasportati in un viaggio lungo secoli che ha attraversato sia la storia del maniero sia della famiglia d’Este: i suoi esponenti più importanti come Borso, Ercole I, Alfonso I senza dimenticarne la moglie, Lucrezia Borgia.

Iniziamo dalle cucine, dove si preparavano banchetti che potevano durare settimane, poi nelle prigioni scopriamo la storia di due amanti sfortunati, Ugo Aldobrandino e Parisina, entrambi fatti decapitare. Dal buio saliamo ai piani nobili fino al giardino pensile degli aranci.

Gli appartamenti, dopo i vari saccheggi perpetuati nei secoli, sono completamente vuoti, ma permangono gli splendidi affreschi ancora "feriti" dal terremoto che ha danneggiato praticamente tutti gli ambienti. Vari specchi sapientemente disposti permettono di ammirarli senza fatica, ma è davvero doloroso vedere tutte le crepe protette da nastri di carta di riso, come tanti cerotti.

castello estense

castello estense

castello estense

Dopo pranzo ci dirigiamo verso il cinquecentesco palazzo dei diamanti, residenza degli Este e ora spazio espositivo per eccellenza della città. Ferrara non è solo la città degli Este, è anche la città natale di Giovanni Boldini, il pittore che meglio ha saputo cogliere e restituirci nei suoi ritratti la leggerezza ed il fascino della Belle Epoque.

Visse a Parigi e Londra, ma volle essere sepolto a Ferrara e che qui tornassero le sue opere che sono ancora in attesa della fine del restauro del GAMC, museo d’arte moderna e contemporanea, sede del suo museo. Nel 2019 a palazzo dei diamanti è stata organizzata la mostra “Boldini e la moda”, di una bellezza indescrivibile.

Purtroppo non ricordiamo il nome della signora che ci ha iniziati - guidati mi sembra riduttivo - al mondo glamour, diremmo oggi, anche pieno di racconti e pettegolezzi del bel mondo di inizio ‘900 che era l’ambiente in cui si muoveva Boldini. Il suo stile era moderno, innovativo per l’epoca e destò anche scalpore. Le signore altolocate di mezza Europa facevano a gara per essere ritratte da lui.

Boldini e la moda

Boldini e la moda
Boldini e la moda

Boldini e la moda
Boldini e la moda

Indiscutibilmente una mostra molto “femminile” che a me, Sandra, ha rubato il cuore e che Andrea, alla fine, ha retto bene. Abbiamo attraversato sale magnificamente allestite dove accanto alle opere del maestro erano esposti abiti d’epoca di altissima qualità.

Osserviamo esempi di tutta la sua produzione e, di sala in sala, di quadro in quadro è come se Boldini stesso ci prendesse per mano e ci trasportasse in un mondo fatto di opulenza, eleganza ed apparenza. Le sue pennellate leggere, sempre più incorporee ci fanno conoscere i personaggi, le loro storie, a volte tragiche.

Boldini e la moda

Boldini e la moda
Boldini e la moda

Boldini e la moda

Visitiamo anche il Museo della Cattedrale (chiusa per restauro) e apprezziamo moltissimo i bei codici miniati. Non avevamo mai visto spartiti musicali così antichi e arazzi così grandi. Poi ci dirigiamo verso Via delle Volte, nota strada che conserva ancora l’architettura medievale ad archi e passaggi sospesi che creano un’atmosfera unica.

Museo della Cattedrale di Ferrara

Concludiamo con il Museo di Casa Romei, che diverse guide affermavano come imperdibile questa residenza rinascimentale e avevano completamente ragione! Sale maestose con affreschi bellissimi e ancora in buono stato, come anche quelli sulla facciata esterna. Un’opportunità per vedere come viveva una ricca famiglia di mercanti ferraresi del 1.400.

Casa Romei

La nostra veloce incursione a Ferrara finisce qui, ma la città custodisce altri tesori che meritano di essere visti: il Museo del risorgimento e della resistenza, Palazzo Schifanoia (chiuso per restauro), il Museo archeologico nazionale e la Palazzina Marfisa d’Este.

HOTEL

L’hotel De Prati è stata la nostra scelta e non poteva essere migliore. Posizione in centro, letteralmente a due passi dal castello estense e dal cuore della città, inoltre all’arrivo ci è stato consegnato il tagliandino per poter parcheggiare nel centro storico.

La gentilezza e disponibilità dei titolari, la cura delle camere, dei locali comuni e la ricca colazione hanno reso il nostro soggiorno davvero perfetto.

RISTORANTI

Abbiamo pranzato all’Hostaria Savonarola, osteria storica del centro a due passi dal castello, scegliendo il menù tradizionale per poter assaggiare i piatti tipici di Ferrara e non siamo rimasti delusi. Abbiamo iniziato con un bel piatto di insaccati locali: la salama da tai, il salame ferrarese e la zia ferrarese accompagnati dalla coppia ferrarese, tipico pane biscottato locale.

Con i primi, dopo il pasticcio ferrarese, una bontà assoluta, al ragù bianco, tartufo, funghi e besciamella, mangiamo finalmente i famosi cappellacci alla zucca ed è amore al primo… morso. Se amate la zucca, o comunque i gusti un po’ dolciastri, non potrete non apprezzarli.

Come secondo ci concediamo un assaggio di salama da sugo con purea di patate e concludiamo questo pasto luculliano con la torta tenerina, a base di cioccolato e un buon caffè. Hostaria Savonarola e cucina tipica ferrarese promosse a pieni voti!

Hostaria Savonarola

Abbiamo cenato all’Osteria La Compagnia e ci siamo trovati molto bene. Abbiamo bissato i salumi tipici, questa volta accompagnati da formaggi. A seguire abbiamo scoperto la zucca violina, prima in un flan e poi con gli gnocchetti di patate. Quindi abbiamo concluso con una bella fetta di torta tenerina.

Quello che fa davvero la differenza qui è l’atmosfera che sa creare il titolare quando la serata volge al termine e con la chitarra intona canzoni note a tutti e allora tutto diventa più conviviale.

Per entrambi i locali la prenotazione è fondamentale!

Osteria la compagnia