Mauritius Oh my God

La cosa che più mi colpisce di Mauritius è come coesistano così tante religioni diverse in un’isola relativamente piccola e come – forse alchimia? - si siano un po’ amalgamate. Un esempio? puoi trovare un’indiana di religione mussulmana, sposata con un cinese cattolico che ha voluto benedire il matrimonio in un tempio tamil. Facile, vero?

Gli abitanti di Mauritius hanno le origini più diverse, la maggioranza è di origine indiana, poi ci sono i cinesi e i creoli, mentre la minoranza è costituita dai discendenti dei colonizzatori europei, prevalentemente francesi e questa eterogeneità si ritrova anche in ambito religioso.

Di tutti i luoghi di culto quelli che hanno attirato di più la nostra attenzione sono i templi indiani, molto numerosi, molto colorati e pieni di statue raffiguranti divinità a noi per lo più sconosciute; solitamente vengono costruiti da maestranze provenienti direttamente dall’India.




Il sito più sacro del Paese è Grand Bassin (Ganga Talao), un lago di origine vulcanica, divenuto il luogo di pellegrinaggio induista più importante al di fuori dell’India. Lungo le sponde sono stati costruiti templi e una grande statua di Siva di oltre 30 m di altezza. La statua è stata trasportata dall’india e riassemblata sul posto. Al momento del nostro ultimo viaggio era in costruzione un’altra grande statua, probabilmente la dea Durga, che prometteva di essere ancora più maestosa.

Tra le divinità adorate c’è anche Hanuman, il dio con fattezze di scimmia, motivo per cui nel sito girano indisturbate molte scimmie che vengono nutrite dai devoti, ma che vivono in condizioni igieniche non proprio ottimali. Attenzione quindi! Non sono animaletti teneri e carini, ed è bene stare lontani perché possono diventare aggressive.

Tutti possono visitare il sito ed entrare nei templi, ma raccomandiamo di mostrare il dovuto rispetto, di vestire convenientemente e non scattare foto al loro interno.

La seconda religione più diffusa è il Cristianesimo, seguita dall’islamismo e dal buddismo.

A Port Louis si possono trovare luoghi di culto di tutte le religioni, dalla cattedrale di Saint Louis, alla Moschea Jummah, a una Pagoda.

Avvicinatevi senza timore all’entrata della moschea, i non mussulmani sono benaccetti nella prima sala, se non adeguatamente vestiti vi sarà data una lunga veste da indossare, vi sarà chiesto di non disturbare le persone in preghiera e di non fotografarle. Rimane nei nostri ricordi come un luogo molto bello, tutto bianco e verde, che trasmetteva serenità.

La chiesa cattolica che più ci è rimasta impressa è Notre Dame Auxiliatrice, che si trova all’estremo nord dell’isola, a Cap Malheureux, e si staglia col suo profilo bianco ed il tetto rosso contro lo splendido cielo blu di Mauritius. Se devi sposarti questa è un’ottima location per un matrimonio!

Avevo partecipato ad un rito Tamil durante il secondo viaggio a Mauritius e abbiamo deciso di ripetere l’esperienza per una benedizione sul nostro matrimonio. Chiunque voglia fare la stessa esperienza deve mettere in conto le difficoltà linguistiche, la durata dei riti (mai meno di 1 ora e spesso si compongono di varie fasi da compiersi in giorni successivi), per quanto riguarda le donne durante il periodo del ciclo non possono accedere alla zona più sacra del tempio, perché considerate impure. É consigliabile che qualcuno vi presenti al sacerdote del tempio.

Siamo tornati dal giovane sacerdote che avevo conosciuto anni fa, aveva cambiato tempio, ma l’abbiamo facilmente rintracciato, anche lui si era appena sposato. Durante il primo incontro ci ha dato l’elenco delle cose che servivano per la preghiera e che avremmo dovuto portare per l’incontro successivo. Ebbene sì, un elenco della spesa che ha compreso ciotoline, cera, stoppini, olio (tutto il necessario per le candele da utilizzare durante la preghiera) della stoffa per realizzare un abito per le statue degli dei, ma soprattutto i fiori, gialli. Tutto facilmente reperibile al mercato centrale di Port Louis tranne, i fiori. Proprio così non esistono negozi di fiori a Mauritius, si trovano solo le coroncine già pronte da portare al tempio, ma non i fiori per le preghiere, e quindi come si fa? Anche perché ne servono molti, se ne porti pochi sembra che non hai rispetto per la divinità. Quindi o conosci qualcuno che li abbia in giardino disponibile a dartene un pò oppure… ed è quello che abbiamo fatto noi, li rubi. Si trovano lungo alcuni viali usati come decorazione visto il bel colore giallo. Ci siamo chiesti come facessero gli altri, ma sinceramente non abbiamo trovato una soluzione alternativa altrettanto efficace. Andrea era fulmineo, strappava i fiori e poi veloce si nascondeva dietro i cespugli quando passavano le macchine. Anche questa un’esperienza!

Arrivati puntuali con tutto il necessario abbiamo ultimato il rito in quasi due ore di preghiera, in ginocchio, uno vicino all’altro, sotto lo stipite di una porta e per Andrea, alto 1.90, stare in ginocchio per tutto quel tempo è rimasto un momento indimenticabile. A me hanno concesso di sedermi su un piccolissimo sgabello. Alla fine ci hanno dato due braccialetti di stoffa rosso intenso intrecciati, simbolo che sei stato a pregare in un tempio. La regola è che non si devono togliere finchè non si romperanno.

Nei giorni seguenti tante persone locali hanno notato i braccialetti e ci hanno chiesto se eravamo stati al tempio. Siamo stati fortunati, alcune preghiere finiscono con secchi d’acqua gelidi gettati sui partecipanti all’alba, oppure durante il rituale si produce un liquido giallognolo (fiori pestati e mischiati con acqua) con cui ci si dovrà lavare una volta tornati a casa e non sciacquarsi. Questo l’ho provato e per sbaglio io mi sono rovesciata il liquido sulla testa, ma poi mi sono anche lavata subito e ho scatenato il terrore di aver vanificato la preghiera. Una telefonata al sacerdote ed è tornata la quiete, tutto a posto, essendo straniera e non credente mi veniva abbuonato l’errore.