Visitare il Borgo di Donnas

Donnas, paese della Bassa Valle d’Aosta sconosciuto ai più, lo ė diventato anche per i suoi abitanti. Anche per noi, Sandra e Andrea, che lo abitiamo da sempre.

Per un caso fortuito colmiamo questa lacuna. Riceviamo un invito particolare da parte di Teresa Charles, nostra concittadina, che è scrittrice, storica e, soprattutto, conosce approfonditamente la storia di Donnas.

Il borgo di Donnas, 300 metri in cui si attraversano 21 secoli di storia. Chissà se ci pensano mai gli espositori dell’artigianato di tradizione che ogni anno lo affollano in occasione della Fiera di Sant’Orso. Chissà se sanno che si trovano in un Borgo un tempo trafficatissimo e pieno di botteghe, negozi e locande?

Oggi molto è andato perduto, molto è stato ricostruito, ma quell’aria di antico, di medievale si respira un po’ ovunque nelle case in pietra, nei vicoli e, sapendo dove guardare, alzando lo sguardo, si trovano bifore quattrocentesche o affreschi ormai sbiaditi.

Donnas: il borgo

Attraversiamo il piccolo ponte sul torrente Bellet ed entriamo attraversando un maestoso arco in pietra. Questa è l’antica porta d’accesso che di notte veniva chiusa a protezione del Borgo. Subito sulla sinistra ci imbattiamo in un piccolo affresco del XIX secolo, probabilmente votivo, raffigurante la Madonna d’Oropa.

Scendiamo lungo la strada acciottolata e ci imbattiamo in un bel portale gotico, finestre in legno del XIII o XIV secolo. Sono le poche rimaste e salvate dalle vendite effettuate nel corso degli anni ad antiquari piemontesi, ed ecco un altro affresco che sta svanendo, un’altra madonna con bambino e poi ancora portoni con iscrizioni e bifore un po’ ovunque.

Borgo di Donnas

Borgo di Donnas

Ancora pochi passi e sulla sinistra ecco il bel hotel Le Coeur du Pont, unica possibilità di alloggiare all’interno del Borgo. Sulla porta d’ingresso si nota ancora l’affresco di un antico stemma Savoia. All’interno custodisce una splendida scalinata in pietra.

Arriviamo a via dell’Ospedale, che erroneamente fa pensare a un luogo di cura, invece ricorda che Donnas, tappa lungo la via francigena, accoglieva molti pellegrini e vi erano tre case ospitaliere per fornire loro un riparo. In questa via ne sorgeva una con sei posti letto.

Donnas: l'hotel de la monnaie

Arriviamo ora ad una vera particolarità, la casa della zecca. Nel 1341 il conte Aymone di Savoia istituisce una zecca a Donnas, affidando a maestri fiorentini il compito di battere moneta. La produzione durerà solo alcuni anni e al museo archeologico di Aosta ne è conservata una. L’edificio, rimaneggiato nel corso dei secoli, presenta ancora alcune finestre gotiche con stemma e nodi Savoia e, al piano terreno, una particolare apertura indica un uso commerciale dell’edificio.

Nella foto, a fianco dell'edificio attuale, vi mostriamo come avrebbe dovuto apparire nel XIV secolo in una bella illustrazione di Francesco Corni, artista che ammiriamo da sempre, tratta dal volume "segni di pietra" pag. 236.

Borgo di Donnas

Donnas: gli affreschi più belli del borgo

Poco oltre, sulla destra, la piazza comunale. Fino oltre la metà del 1900 si trovava un bel fontanile per l’abbeveraggio degli animali. In fondo alla piazza, proprio a ridosso della montagna, si trova il Palazzo Enrielli, dal nome di una ricca famiglia eporediese. È una costruzione del XVI secolo, con una splendida scalinata interna, divenuta nel tempo prima carceri e poi, fino a qualche anno fa, sede dell’Istituto musicale.

Arriviamo alla panetteria Salamano, oggi chiusa, ma che vanta ancora una bella insegna lignea del 1800. Sulla facciata si trova il più bell’affresco del Borgo di Donnas: una madonna con bambino della fine del XV secolo, che in origine doveva esse più ampio ed occupare probabilmente l’intera facciata dell’edificio.

Borgo di Donnas

Borgo di Donnas

Ci addentriamo poi in una serie di vicoli, oltrepassando quelle che sembrano tre porte difensive e raggiungiamo la casaforte del XIV/XV secolo. Forse era abitata da un funzionario del Conte di Savoia, con la cosiddetta torre del “Conte Cammello”, che conserva una splendida scalinata interna, feritoie, bifore e una caditoia aggettante.

Proseguiamo tra i vicoli, ed ecco apparire un crocifisso in ferro e un altro affresco di Madonna con Bambino. Questo però di fattura meno raffinata, ma più realistica. Il bambino si vede sorridere come un bimbo comune durante il gioco.

Borgo di Donnas

Borgo di Donnas

A circa metà del Borgo si trova Palazzo Perron, in vendita da tempo e ormai fatiscente. Rappresenta bene questo borgo con tante potenzialità, ma lasciato piano piano da solo, a fare fronte al trascorrere del tempo.

Donnas: la cappella di Sant'Orso

Ed eccoci alla fine del borgo arrivare alla cappella di Sant’Orso, citata già a partire dal XII secolo. Custodisce splendidi arredi in legno. Probabilmente costruita forse votivamente per arrestare i flutti della Dora Baltea che la lambiva direttamente. Niente strada come oggi a separarla dal fiume. L’unica strada era quella romana, delle Gallie, che sopravvive ancora per alcune centinaia di metri e che ci ricorda come la storia di Donnas affondi le sue radici in un lontano passato.

Borgo di Donnas

Borgo di Donnas Ultima foto di Giulio Crivellari.