Mauritius 10 cose da non perdere

Mauritius, isola principale dell’omonimo arcipelago, è ricca di splendide spiagge, dimore coloniali e riserve naturali da visitare.

Ho conosciuto quest'isola meravigliosa oltre 30 anni fa grazie alla mia amica Bilkiss e l’ho visitata per la prima volta nel 1999 per poi tornarci ancora appena ne ho avuto occasione ed insieme ad Andrea.

Due settimane sono il tempo adeguato per smaltire il volo ed avere il tempo sia per rilassarsi, perchè una vacanza è sempre una vacanza, sia per visitare i luoghi principali, alternando il soggiorno una settimana a nord ovest ed una nella zona di Le Morne oppure nella parte orientale nella zona di Poste de Flacq.

Giardini Botanici SSR di Pamplemousse

Facilmente raggiungibili da ogni parte dell’isola e creati sul finire del 1700 raccolgono un’impressionante varietà di piante ed in particolar modo di palme tra cui le corifa che fioriscono una sola volta dopo 40 anni di vita e poi muoiono.

Viste le dimensioni per poter apprezzare appieno la varietà del giardino è consigliabile prendere parte a una delle visite che vengono regolarmente organizzate all’ingresso.

Eureka la casa creola

La più celebre delle residenze coloniali è Eureka la Maison Créole (la casa creola) o anche detta la casa delle 100 porte, costruita a inizio ‘800 a Moka, nel centro dell’isola. Alla fine della visita guidata ci siamo fermati a pranzare nel bel porticato esterno che dà sul giardino tropicale. Dopo pranzo si può fare una breve passeggiata alle vicine cascatelle. Il luogo in sé è davvero rilassante e tranquillo.

Le terre dei sette colori di Chamarel

Di tutti i luoghi visitati a Mauritius quello che più ci ha stupiti e più ci ha catturato sono le terre dei sette colori di Chamarel, qualcosa di incredibile che ci ha lasciati senza parole.

Questo fenomeno naturale è il prodotto di un idrolisi totale. Gli elementi solubili vengono dissolti e resta solo una terra ricca di ferro e alluminio che generano il colore rosso e blu/violetto delle terre.

Le Morne Brabant

Un luogo simbolo nella parte sud è le Morne Brabant, un monte alto poco più di 500 m. dalla forma arrotondata che domina le spiagge più belle dell’isola ed è legato ad uno dei fatti più tristi della storia di Mauritius. All’inizio dell’800 un gruppo di schiavi in fuga preferì gettarsi dall’alto del monte piuttosto che venire catturati, per questo motivo è stato inserito tra i siti patrimonio dell’umanità dell’UNESCO ed ogni anno nel giorno dell’anniversario dell’evento, il 1 febbraio, viene celebrata l’abolizione della schiavitù.

Il castello Laboudonnais

Le Chateau de Labourdonnais di Mapou, con le sue persiane color pervinca, è probabilmente la più bella casa coloniale dell’isola. Ci siamo arrivati percorrendo a piedi un viale che ricordava molto Tara, la mitica dimora di Via col Vento. La casa, quasi completamente distrutta da un ciclone, è stata riportata agli antichi splendori con un’abile lavoro di restauro durato anni di cui si possono vedere le varie fasi nell’interessante filmato trasmesso all’interno.

Nel biglietto è compresa una degustazione del rhum prodotto nella proprietà e venduto nell’adiacente negozietto di souvenir: quello all’arancia e caffè è spettacolare!

Mont Choisy

A nord ovet appena un po’ scostata a sud di Grand Baie si trova la spiaggia di Mont Choisy una splendida lingua di sabbia orlata da tamerici molto frequentata ma vista la sua lunghezza la cosa non crea nessun problema. Tutti i pomeriggi un camioncino con i gelati tutto colorato e con la musica, proprio come quello che si vede in tanti film americani, rifornisce i bagnanti. Mentre la sera si possono vedere i tramonti più spettacolari.

Grand Bassin

Il sito più sacro del Paese è Grand Bassin (Ganga Talao), un lago di origine vulcanica, divenuto il luogo di pellegrinaggio induista più importante al di fuori dell’India. Lungo le sponde sono stati costruiti templi e una grande statua di Siva di oltre 30 m di altezza. La statua è stata trasportata dall’india e riassemblata sul posto. Al momento del nostro ultimo viaggio era in costruzione un’altra grande statua, probabilmente la dea Durga, che prometteva di essere ancora più maestosa.

Tra le divinità adorate c’è anche Hanuman, il dio con fattezze di sicmmia, motivo per cui nel sito girano indisturbate molte scimmie che vengono nutrite dai devoti, ma che vivono in condizioni igieniche non proprio ottimali. Attenzione quindi! Non sono animaletti teneri e carini, ed è bene stare lontani perché possono diventare aggressive.

Cap Malheureux

La chiesa cattolica che più ci è rimasta impressa è Notre Dame Auxiliatrice, che si trova all’estremo nord dell’isola, a Cap Malheureux, e si staglia col suo profilo bianco ed il tetto rosso contro lo splendido cielo blu di Mauritius. Se devi sposarti questa è un’ottima location per un matrimonio!

L’aventure du sucre

A testimonianza del passato coloniale di Mauritius il miglior museo dell’isola, l’aventure du sucre (l’avventura dello zucchero) a Pamplemousse, è dedicato alla coltivazione della canna di zucchero. Un museo moderno, ben strutturato e ottimo anche per i bambini in cui vengono illustrate tutte le fasi della produzione dello zucchero. Vengono spiegati tutti i tipi di zucchero e comprende una degustazione alla fine della visita nel negozio annesso. Noi ci siamo divertiti a salire e girare sulla nave che originariamente trasportava lo zucchero ormeggiata all’interno del museo.

L’isola dei cervi

Lungo la costa est si arriva a l’ile aux cerfs (l’isola dei cervi) proprietà di un resort esclusivo è però aperta anche agli esterni; ci si arriva pagando l’ingresso con una piccola traversata in barca e gli orari di solito vanno in base alle maree. Sinceramente quando ci sono stata la prima volta nel 1999 era davvero un paradiso ma quando ci sono tornata nel 2012 non ho più ritrovato quella magia perché ormai era diventata molto frequentata dai turisti.