Cosa fare e vedere a Copenaghen in quattro giorni

Nell’estate del 2015 abbiamo deciso di trascorrere le nostre vacanze in Scandinavia, sulle orme dei vichinghi... Anche se in modo più rilassato e meno bellicoso di Ragnar Loðbrók e Ivar Senz'ossa e abbiamo ideato il nostro itinerario in Scandinavia!

La prima meta della nostra spedizione nordica è stata Copenaghen, la romantica e fiabesca capitale della Danimarca, nella quale abbiamo deciso di sostare per 4 giorni dedicandoci alla visita della città e delle attrazioni facilmente raggiungibili dal centro. Forse non ci sarebbe nemmeno bisogno di dirlo, ma i mezzi pubblici locali si sono dimostrati davvero puntuali e capillari: un'ulteriore conferma della famosa efficienza scandinava.

Giorno 1: giro in battello e omaggio alla Sirenetta

Siamo arrivati a Copenhagen nel primo pomeriggio. La nostra vacanza è cominciata in modo un po' fantozziano... Nonostante fosse agosto, eravamo convinti di trovare un clima abbastanza freddino, quindi ci eravamo portati dietro un adeguato (secondo noi) abbigliamento pesante. Invece al nostro atterraggio siamo stati accolti da uno splendido sole sfavillante, che non ci ha più abbandonato per tutta la nostra permanenza al nord.

Preso il treno dall’aeroporto, in poco meno di mezz’ora abbiamo raggiunto il nostro albergo in centro. Giusto il tempo di cambiarci e ci siamo precipitati alla partenza dei battelli per il giro panoramico, che aveva il commento disponibile anche in italiano.

Copenaghen

Copenaghen (in danese København, che significa “porto dei mercanti”) è stata fondata ufficialmente nel 1167 e si sviluppa su due isole: Selandia e Amager. L'approvigionamento dell'acqua potabile è da sempre un problema per la città, tanto che si dice che anticamente si bevesse prevalentemente birra. Sarà per questo che qui si trovano delle birre ottime?

Scoprire la città dall’acqua, solcando placidamente i suoi canali, si è rivelato davvero molto piacevole. Per noi è stato anche un modo per riprenderci dal viaggio, complice l’inatteso calduccio che induceva alla quiete e alla tranquillità. Un momento in perfetto stile hygge... Cos'è la hygge? Approssimativamente potreste tradurla come “relax”, ma in realtà questo termine racchiude una tipica filosofia di vita danese che ha alla base il relax, ma non solo... Non siamo stati abbastanza chiari? Qui spiegano molto bene cos'è la hygge!

la Sirenetta

Dal battello abbiamo finalmente visto la famosa Sirenetta, la statua simbolo di Copenaghen che celebra l’omonima fiaba di H. C. Andersen e che è collocata all’imbocco del porto. Circondata da una moltitudine di persone, sembrava quasi sparire nella folla.

La statua venne realizzata dallo scultore Edvard Eriksen su commissione di Carl Jacobsen, figlio del fondatore della Carlsberg. Come modella l'artista utilizzò la propria moglie. Esposta al pubblico nel 1913, l'opera fu più volte oggetto di atti vandalici tanto da venire sostituita con una copia identica.

Luoghi comuni a parte, è davvero incredibile come la Sirenetta riesca a trasmetterti la sua profonda malinconia. In seguito siamo tornati a vederla una seonda volta, dalla terraferma.

Giorno 2: Castello di Rosenborg, negozio Lego e birrificio Carlsberg

Castello di Rosenborg

Il nostro secondo giorno è iniziato correndo di buona lena verso il Castello di Rosenborg (Rosenbogr Slot), per evitare le code delle ore di punta e poterci godere in pace la residenza e il suo parco. Il castello è un'attrazione molto gettonata e se volete vederlo con calma la mattina presto è senz’altro il momento migliore. Inoltre è possibile prenotare online il biglietto d'ingresso.

Il Rosenborg Slot è un’antica dimora reale, fatta costruire nel XVII secolo per volere di Cristiano IV di Danimarca. Oggi ospita la Danske Kongers Kronologiske Samling (letteralmente: Collezione Cronologica dei Re Danesi) e i gioielli della corona, tesori che faranno scintillare gli occhi anche ai visitatori più esigenti.

Il castello è circondato dai Giardini Reali di Danimarca, ovviamente perfettamente curati, in cui è davvero un piacere passeggiare, fare foto o semplicemente guardare i bei cigni che nuotano tranquilli nel laghetto.

Lasciato a malincuore Rosenborg ci siamo diretti verso la Rundetårn (Torre Rotonda). Costruita nel XVII secolo, sempre per volere di Cristiano IV, originariamente era un osservatorio astronomico. È alta quasi 35 metri e la sommità si raggiunge tramite un largo camminamento elicoidale che un tempo permetteva la salita ai cavalli. Perché mai, vi starete chiedendo, un cavallo dovrebbe salire in cima a un osservatorio? Ma per portarci il re, naturalmente... Oggi, grazie alla vista panoramica che si gode sulla città, è una frequentata attrazione turistica.

La Danimarca è anche la patria dei mattoncini più famosi al mondo: i Lego! Andrea è un fan da sempre, a casa ci sono casette e costruzioni varie ovunque, quindi non possiamo proprio evitare di entrare nel Lego Store in centro. A dire la verità siamo rimasti un po’ delusi, perché ci aspettavamo chissà cosa e invece ci ritroviamo in un negozio dalle dimensioni abbastanza ridotte. Comunque apprezziamo molto la fedele ricostruzione del quartiere di Nyhavn, dove ceneremo in serata.

In autobus raggiungiamo la nostra prossima destinazione: il quartiere di Valby, in cui ha sede lo storico birrificio Carlsberg. Fondato da Jacob Christian Jacobsen nel 1847, Carlsberg è il quinto gruppo produttore mondiale di birra e possiede diverse aziende del settore tra cui la conterranea Tuborg, la greca Mythos e l’italiana Poretti.

Carlsberg

Lo stabilimento Carlsberg è noto anche per la celebre entrata sostenuta da due grandi elefanti. L’elefante era uno dei due simboli originali della società; l’altro era la svastica, e fu eliminato negli anni '30 del secolo scorso a causa della sua associazione con il nazismo.

Compreso nel prezzo d'ingresso c’è un bicchiere di birra, che si può sorseggiare visitando la vecchia fabbrica, dove viene illustrata la storia della Carlsberg e sono esposti vari cimeli. Nel grande cortile si trovano la zona ristoro e il negozio con oggettistica varia del brand.

Ci ha colpito molto apprendere che Jacobsen non tenne segreta la ricetta della sua birra, ma al contrario la condivise con tutti perché potessero produrla, svilupparla o migliorarla. Una visione filantropica del mondo del business, su cui tutti dovremmo riflettere.

Terminata la visita ci siamo intrattenuti per un po' nel cortile sorseggiando un’altra birra fresca. La visita alla Carlsberg si è dimostrata davvero un’ottima idea per trascorrere un bel pomeriggio.

Nyhavn

Dopo una veloce sosta in hotel per cambiarci ci siamo diretti al quartiere di Nyhavn, che nonostante il nome significhi “porto nuovo” in realtà è il porto antico della città e si trova in pieno centro storico.

Costruito per decisione di re Cristiano V nel XVII secolo, venne costruito interamente da prigionieri di guerra svedesi. Famoso un tempo per la birra e le prostitute (in realtà non siamo molto stupiti dal fatto che un antico porto sia stato famoso per queste “specialità”), oggi le sue belle casette di legno colorate e i locali con i déhors sul canale attirano frotte di turisti curiosi. Nemmeno noi ci siamo sottratti al suo fascino: lo abbiamo eletto il nostro angolo preferito di Copenaghen e abbiamo cenato qui tutte le sere, con ottimo pesce fresco.

Giorno 3: Helsingør e Hillerød

Castello di Kronborg

Lasciata Copenaghen ci siamo diretti a nord verso Helsingør per visitare il Castello di Kronborg (Kronborg Slot in danese), dove si dice abbia vissuto Amleto, il tormentato e triste principe danese celebrato da Shakespeare.

Abbiamo scelto di muoverci in treno per tutta la giornata e le ferrovie danesi non ci hanno deluso: puntuali e comode ci portano in 45 minuti a destinazione e ci danno anche la possibilità di osservare diversi spaccati di vita quotidiana danese.

Per esempio ci hanno fatto capire quanta attenzione venga prestata in questo Paese ai bambini e alle loro esigenze. Abbiamo incontrato tante scolaresche di ogni età sui treni, e tutti i bambini viaggiano gratuitamente; così come vari monumenti non solo garantiscono l'ingresso gratuito ai bambini ma sono anche dotati di aree attrezzate dedicate ai più piccoli, dove apposite hostess propongono giochi e attività mentre i genitori proseguono con calma la loro visita.

Il Castello di Kronborg fu costruito nel 1420 dal re danese Eric di Pomerania come presidio per riscuotere i pedaggi delle navi di passaggio verso il mar Baltico, nel luogo in cui la distanza con la costa svedese è minima (4 km). Nel 1585 venne completamente ricostruito da Federico II di Danimarca, che lo trasformò in una splendida residenza rinascimentale e lo scelse come dimora dopo il matrimonio. Nel 2000 è stato inserito dall'UNESCO nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Il Kronborg Slot è famoso nel mondo perché si ritiene che Shakespeare vi abbia ambientato il suo Amleto. In realtà in patria è molto più conosciuto perché la leggenda vi vuole sepolto, avvolto nella sua lunga barba, Holger Danske (Ogier il Danese), eroe leggendario il cui destino è risvegliarsi dalla morte per difendere la Danimarca qualora questa sia in pericolo. Nei sotterranei del castello è possibile vedere una sua statua.

Dopo una bella passeggiata nei giardini della residenza e un pranzo all’aperto con uno smørrebrød (letteralmente: “pane e burro”), il tipico panino danese fatto con una fetta spessa di pane di segale su cui si possono aggiungere salse, formaggio, aringhe, verdure, salmone o altro, siamo tornati alla stazione e ripartiti per Hillerød, dove si trova il Castello di Frederikborg (Federiksborg Slot).

Castello di Frederiksborg

Arrivati dopo 45 minuti, all'uscita della stazione troviamo il bus che porta in centro e ferma proprio davanti alla nostra meta. Costruito nel XVII secolo da Cristiano V per celebrare il suo potere, il castello sorge su due piccole isole del lago Slotsø. Nel 1878, dopo un gravissimo incendio, venne restaurato dal proprietario della Carlsberg J. C. Jacobsen, che vi fondò il Museo di Storia Nazionale.

Questa maestosa residenza dal colore rosso è uno delle più grandi del suo genere in Scandinavia ed è un esempio unico del Rinascimento danese. Attraversando le oltre 70 sale dagli splendidi soffitti dorati si ripercorrono 500 anni di storia danese, illustrata da ritratti, dipinti, arredi e tappezzerie.

Degna di nota la Slotskirken (letteralmente: “cappella del castello”), dove si trova un organo a canne costruito nel 1610 da Esaias Compenius, ancora perfettamente funzionante. Inoltre in questa cappella furono incoronati tutti i re di Danimarca tra il 1671 e il 1840.

Castello di Frederiksborg

Avremmo voluto indugiare nel grande giardino ma la fatica della giornata inizia a farsi sentire e decidiamo di riprendere il bus per la stazione, e da qui il treno che in un’oretta abbondante ci riporterà alla stazione di Copenaghen.

Giorno 4: Roskilde e i giardini di Tivoli

Dopo una lauta colazione, il quarto e ultimo giorno ci vede ancora una volta in cammino verso la stazione ferroviaria. Oggi si va a Roskilde, capitale della Danimarca fino al 1443, ad est di Copenaghen.

Arrivati dopo un'ora, vista la bella mattinata decidiamo di fare una passeggiata in centro, arrivando quasi subito alla Domkirke (la Cattedrale), costruita tra il XII e il XIII secolo. Inserita anch'essa nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO è stata la prima cattedrale gotica costruita in mattoni, e fin dal XV secolo vi vengono sepolti tutti i re danesi.

La nostra meta principale però è un'altra: il Vikingeskibsmuseet (Museo delle navi vichinghe), costruito nel 1969 per ospitare i resti di cinque navi vichinghe che nel XI secolo vennero volutamente interrate nel fiordo di Roskilde per impedire la navigazione e proteggere la città da attacchi provenienti dal mare.

Museo vichingo Roskilde

Queste imbarcazioni furono scoperte nel 1962 e vengono chiamate navi di Skuldelev, dal nome della località a 20 km da Roskilde sede del ritrovamento. La loro importanza risiede soprattutto nella loro diversa tipologia: si tratta infatti di due drakkar da guerra e tre navi da carico, compreso l'unico knarr (la robusta imbarcazione destinata ai lunghi viaggi) mai recuperato in buone condizioni.

Queste sono state le prime navi vichinghe che abbiamo visto nella nostra vita, e l'emozione si è rivelata indescrivibile. Ci hanno lasciato letteralmente senza fiato: anche se vecchie di secoli la loro bellezza è incredibile! È facile sognare a occhi aperti e immaginarle solcare gli oceani con una velocità e una leggerezza senza eguali... Nonostante non abbiano corredi funerari e non siano in buone condizioni come quelle che avremmo visto qualche giorno dopo al Vikingskipshuset di Oslo l’effetto wow è garantito.

Con grande piacere e grande sorpresa abbiamo scoperto che all’esterno del museo abili artigiani mostravano le tecniche usate 1000 anni fa per ricostruire le navi, mentre nel porticciolo adiacente è ormeggiata la recente ricostruzione di una delle navi in mostra, sulla quale d’estate vengono organizzate delle brevi uscite in mare per i bambini.

Museo vichingo Roskilde

Non volevamo più andare via ma, purtroppo, il tempo passa velocemente quando ti diverti. L'ora di tornare a Copenaghen arriva presto: l'ultima meta della nostra permanenza in città sono i famosissimi giardini di Tivoli, chiamati anche semplicemente Tivoli. Il tempo dei divertimenti, oggi, non è ancora finito! l’effetto wow è garantito.

Tivoli è il secondo parco divertimenti più antico al mondo. Fu costruito nel 1843 da Georg Carstensen, il quale convinse il re Cristiano VIII a concedergli in affitto il terreno dicendogli che finchè la gente si diverte non pensa alla politica (un'idea nemmeno tanto originale, non trovate?).

Il parco e i giardini sono conservati ancora oggi nel loro aspetto originario e per noi è stato bello sia oziare pigramente sulle sedie a sdraio nel grande prato centrale, sia passeggiare lungo i viali ritrovandosi magicamente in India, Cina, Giappone... o su un galeone pirata.

Giardino di Tivoli

La nostra vacanza danese volge ormai al termine ma non poteva finire nel modo migliore. L'indomani ci aspettano qualche compera e un ultimo saluto al centro, e poi sarà ora di imbarcarsi verso Oslo, la prossima tappa del nostro viaggio. Ma abbiamo ancora molto da scoprire in Danimarca e perciò il nostro non è un addio ma un caloroso arrivederci!

Consigli utili per visitare Copenaghen

Vi raccomandiamo vivamente di acquistare (come abbiamo fatto noi) la Copenaghen Card che per un certo periodo di tempo garantisce le seguenti facilitazioni:

  • Ingresso alle principali attrazioni in città e nella regione.
  • Utilizzo senza limiti di tutti i mezzi di trasporto pubblici (compresi treni e battelli panoramici).
  • Sconti per bar, ristoranti e giri turistici.
  • Ogni adulto con card può portare con se gratuitamente due bambini sotto i 10 anni.

Insomma, un gran bel risparmio.

Sono disponibili card di diversa durata (24h, 48h, 72h, 96h e 120 h), sia in versione fisica che digitale. A scelta potete richiedere un voucher da convertire nella card fisica in uno dei due punti informazione della capitale oppure, come abbiamo fatto noi, farvela spedire a casa con un piccolo sovrapprezzo.

Un consiglio riguardante il traffico. La Danimarca è un Paese nordico, ergo la precedenza alle biciclette sulle corsie privilegiate è presa alla lettera, e i ciclisti possono apparire dal nulla a velocità smodata come l'astronave di “Balle Spaziali”. Quindi occhi ben aperti quando attraversate la strada... Oppure, se siete amanti del brivido, potete fare come me (Sandra): attraversare sovrappensiero, rischiare di venire investiti e ricevere le maledizioni di un pedalatore infuriato!

Un terzo e ultimo consiglio, che più che altro è una considerazione. Come abbiamo scritto all'interno del post, la Danimarca è davvero bimbo-friendly, quindi è una meta ideale per le famiglie.

Castello di Kronborg