Creta - 3 giorni all'est

Lasciamo Heraklion di prima mattina ed imbocchiamo veloci la superstrada che ci porterà nella zona più orientale di Creta.

La prima tappa sarà Elounda, da cui si godono splendidi panorami del Golfo di Mirabello, ma tempo di lasciare i bagagli e ci dirigiamo subito verso Agios Nikolaos, la cittadina più grande della zona, piena di negozietti e con una piacevole vita serale, per correre alla spiaggia di Almyros. Dopo il caldo patito girovagando per Knossos e Heraklion sognavamo il mare!!



Non restiamo delusi perché, pur non essendo tra le spiagge più famose dell’isola, l’acqua è meravigliosamente pulita e trasparente. A mollo e al fresco iniziamo ad assaporare ciò che vedremo nei giorni a venire.


Il giorno dopo ci alziamo di buon’ora per raggiungere Ierapetra, sulla costa sud, da cui partono i battelli per l’isola di Chrissi (isola dorata) in cui si trova l’unico bosco di cedri del Libano di tutta Europa. Quando arriviamo restiamo a bocca aperta: "Ma?! Siamo alle Maldive?".




La sabbia sembra borotalco, il mare è talmente blu e trasparente che l’analogia nasce spontanea. Anche il sole non scherza, è molto, molto forte ed io mi becco un’insolazione. Al rientro sul battello mi sento male e solo il pronto intervento di un gentile turista francese mi impedisce di finire sul pavimento per un mancamento. La sera mi sale la febbre e mi preoccupo sinceramente che la situazione possa peggiorare. Il rimedio? Paracetamolo e nanna.

Qui si vede l’importanza di avere sempre con sé una piccola farmacia da viaggio e, soprattutto, di avere quelle piccole accortezze - che in quest’occasione io stupidamente non ho avuto - che ti permettono di non rovinare la vacanza con qualche evitabile malanno.

La mattina dopo la febbre è sparita e nonostante mi senta ancora intontita mi metto il mio bel berrettino alla “turista nipponica” (ammirato dai veri turisti giapponesi) e proseguiamo l’itinerario, ma con più calma e saltando alcune tappe perché non avrei avuto la forza fisica per affrontarle.

La prima sosta è il Moni Faneromesis, un piccolo monastero abbarbicato su una collina dove veniamo accolti dal gentile monaco felice di fare due chiacchere, poi arriviamo alla bella chiesa affrescata di Panagia Kera.


Proseguiamo per il Moni Toplou, che è un monastero, ma sembra più una fortezza a causa della necessità continua da parte dei monaci di difendersi dagli incursori che fossero pirati o turchi. Proprio davanti all’entrata vedo gli unici mulini a vento di tutta Creta. Il monastero è carino e visitabile solo in parte, ma la mia debolezza e la scortesia, l’unica incontrata a Creta, delle signore all’ingresso, fanno sì che la visita sia molto veloce e che si decida di andare direttamente a Vai.


La spiaggia di Vai è meravigliosa, e ti scatta il momento poesia: "Trasparenti acque turchesi lambiscono una spiaggia orlata da grandi e magnifiche palme che pacificano anima e mente". A parte tutto, è davvero bella e ci conquista subito anche se io, rigorosamente a riposo, la vedo solo dall’ombra del nostro ombrellone, mentre Andrea indossa maschera e boccaglio per esplorare i fondali ricchi di pesci. Apprezziamo molto anche il comodo baretto all’ombra delle grandi palme per gustarci un pranzo leggero e veloce.




Prima di rientrare ci spingiamo ancora più ad est, fino alla piccola spiaggia di Itanos che sorge proprio ai piedi delle antiche rovine della città un tempo fiorente.


Purtroppo questa zona non l’ho vista bene sempre per colpa dei postumi dell’insolazione. Insomma, ho un conto aperto con questa parte di isola e chissà che non sia la scusa per ritornare.

Decidiamo quindi - con calma - di anticipare il viaggio verso l’ovest, ma spezzandolo con una sosta ad Ammoudara, città decisamente turistica, da cui non ci aspettavamo molto e invece ci stupisce con la sua bella spiaggia...