Parigi: itinerario ile de la cité e Notre Dame

Le cose non vanno mai come credi e può capitare di svegliarti a Parigi la seconda mattina e stare male da morire: guai a pensare di bere un goccio d’acqua, non parliamo di mangiare, di prendere medicine - che preventivamente ti eri portata -, ma senza ottenerne nessun beneficio, di avere davanti una giornata densamente programmata e soprattutto un compagno di viaggio preoccupato.

Cosa fai? Ti dopi di medicine, ti avvolgi nella tua sciarpa preferita, ti metti il tuo berrettino rosa che fa pandant, incroci le dita ed esci dall’hotel, senza colazione, direzione metrò.

Dopo il Louvre di ieri la prima tappa di oggi è la Sainte Chapelle, compresa nella Paris Museum Pass, iniziata verso la metà del XIII secolo come cappella reale, terminata in soli sette anni e destinata ad accogliere varie reliquie, tra cui la corona di spine di Cristo. Oggi è parte integrante del Palazzo di Giustizia e noi siamo davvero fortunati, perché un raggio di sole illumina le vetrate istoriate in un tripudio di colori viola e blu.

Sainte Chapelle

Sainte Chapelle
Sainte Chapelle

A due passi, sempre all’interno del palazzo di giustizia, arriviamo alla Conciergerie, anche questa compresa nella Paris Museum Pass, insieme alla cappella quello che resta del Palais de la Cité, il palazzo reale medievale abbandonato per il Louvre alla fine del XIV secolo. Qui verrà installato il Tribunale Rivoluzionario e sarà la triste prigione in cui trascorrerà dignitosamente i suoi ultimi giorni Maria Antonietta, la più chiacchierata e sfortunata regina di Francia.

Del periodo medievale restano la sala d’armi più grande d’Europa e le cucine. Salendo la scala a chioccola in pietra si arriva a quelle che erano le prigioni, e al piccolo museo che riproduce quella che doveva essere la vita dei condannati che attendevano di essere condotti da madame la Guillottine. Infine, la cella di Maria Antonietta spostata nella parte più interna della struttura per timore di fughe.

Conciergerie

Conciergerie
Conciergerie

Conciergerie

Attraversiamo la strada ed eccoci davanti a Notre Dame de Paris, il cuore medievale della vecchia Parigi, la grande cattedrale gotica sopravvissuta agli scempi della Rivoluzione si mostra in tutta la sua bellezza. Una storia travagliata dalla lunghissima costruzione ai saccheggi dei rivoluzionari, fino ad essere salvata dalla distruzione e diventare sede dell’incoronazione di Napoleone.

Entriamo facendo una breve coda e all’interno ci attende una grande folla di visitatori, ma gli spazi sono tali che non ci sono problemi a muoversi. Vediamo i decori natalizi e il grande presepio che riproduce i vari mestieri e poi le navate, le cappelle, le vetrate, il coro e l’abside: ci vorrebbe un libro intero per descrivere tutte le decorazioni e le opere d’arte.

Notre Dame de Paris

Notre Dame de Paris
Notre Dame de Paris

Notre Dame de Paris

Attraversiamo la Senna e ci dirigiamo nella mitica rive gauche e nel quartiere di Saint Germain des Prés, respiriamo l’aria bohemien e ci dirigiamo verso la casa museo del pittore Eugène Delacroix, anche questa compresa nella Paris Museum Pass. Durante la bella stagione deve essere davvero piacevole sedersi sulle panchine del giardino interno che tanto amava l’artista.

Con pochi passi raggiungiamo la chiesa di Saint Germain des Prés, una delle più antiche di Parigi, al momento in restauro. Esternamente risulta trasandata, ma all’interno, nelle parti riportate all’antica bellezza, è il tripudio della policromia medievale.

Saint Germain des Pres
Saint Germain des Pres

Oggi crepes nel Candelma, un piccolo locale molto originale nonostante l’indisposizione riesco a mangiare qualcosa, ma poi torniamo in albergo per riposare.

Abbiamo così dovuto rinunciare alla visita del museo d’Orsay, una delle cose a cui tenevo di più, ma purtroppo non ne avrei avuta la forza.

Il riposo mi ha salvato la vita perché dopo ho avuto la forza di andare al Quay Branly, a due passi dalla torre Eiffel, e partire con i Bateaux Parisiens per il nostro giro panoramico notturno prenotato in anticipo.

Andrea lo ha semplicemente adorato, ha fatto foto, video e non si è perso una parola del commento audio, disponibile in tutte le lingue con comoda app da scaricare sul proprio cellulare. Mi sono dovuta accontentare, ma se non altro il Musée d’Orsay l’ho visto illuminato dal battello.

Bateaux Parisien

Bateaux Prisien