Creta centrale: Zaros, Matala e Festo

Triopetra ed i Notos apartments sono ormai alle nostre spalle, e anche qui lasciamo un pezzettino di cuore. Bando ai sentimentalismi, perché le nostre vacanze ormai volgono al termine e ci muoviamo per l’ultimo spostamento verso l’interno: il paese montano di Zaros.

Percorriamo la strada che dal mare ci porta versol'interno con meno entusiasmo, visto che incontriamo per la prima volta traffico e cittadine non proprio da cartolina, così la sensazione che le vacanze siano davvero finite si fa molto reale. La strada sembra interminabile, in un saliscendi di colline che poi apprezziamo. L`anima che traspare è ribelle e allo stesso tempo rurale.


Lo capiamo alle porte di Zaros quando iniziamo a incrociare pickup con penumatici clamorosamente fuori misura che sfrecciano come nei film americani, ed infatti ci aspettiamo di vedere spuntare da dietro una curva il Generale Lee: sarebbe stato perfettamente in tema.

Arriviamo all’hotel Keramos in mattinata e facciamo la conoscenza della proprietaria, la signora Katerina, un’arzilla e simpatica signora anziana che parla solo greco. Un po’ a gesti, un po’ con qualche parola di greco riusciamo a capire che la camera non è ancora pronta e così, dopo aver lasciato i bagagli, partiamo per visitare i siti archeologici della zona.

Il primo sito raggiunto è Agia Triada, che si sviluppa sulle pendici di una collina ed è un luogo molto suggestivo, con un’atmosfera che non abbiamo ritrovato in zone più famose. Si pensa fosse una villa distrutta da un incendio, ma mai saccheggiata, motivo per cui vi sono stati rinvenuti molti reperti preziosi ora esposti al museo archeologico di Heraklio. Il percorso di visita non è molto organizzato, non ci sono didascalie e in biglietteria viene fornito solo un piccolo opuscolo, ma si riconosce bene l’impianto idrico e i magazzini con i grandi Pitoi (vasi).



Ci spostiamo a Festo, il secondo sito minoico per importanza dopo Cnosso. L’ingresso è molto bello, per arrivare alla biglietteria si passa sotto un porticato di coloratissime buganvillee. Sono presenti anche un grande negozio di souvenir di qualità e un bel bar ideale per un ristoro o un pranzo veloce.

Il sito sorge in una posizione panoramica da cui si gode una vista spettacolare della piana di Messara. A differenza di Cnosso, qui non sono stati ritrovati affreschi e non sono state effettuate ricostruzioni, ma presenta uno schema simile e quindi si riconoscono le aree più importanti.



Dopo una pausa ristoratrice nell’ottima taverna Alekos di Vori, ci dirigiamo verso l’unico sito romano di Creta: Gortyna. Sbagliamo strada e ci ritroviamo in mezzo alla più grande piantagione di melograni che abbiamo mai visto, e dopo un lungo girovagare arriviamo alla meta, che verte in condizioni di notevole trascuratezza.

I resti sono tutti recintati e impossibili da avvicinare, sia la bella chiesa paleocristiana di Agios Titos sia le famose tavole delle leggi del VI secolo A.C. che rappresentano il primo esempio di norme scritte del mondo greco. Molti monumenti si trovano nei campi a sud della strada e quindi al di fuori del sito ufficiale, ma visto il caldo e la delusione decidiamo di rientrare in hotel per riposare.






Tornati a Zaros iniziamo ad apprezzare la nostra camera, arredata con mobili tradizionali ed un bel balcone. Siamo a nostro agio, infatti non sembra di essere in un albergo, ma in visita ad una vecchia zia.

La sera andiamo a cena al Vegera, un locale self-service che ruota attorno alla personalità dirompente di Vivi, la proprietaria, che ogni giorno propone un menù casalingo deciso in base ai prodotti del suo orto. Di fronte al ristorante si vede un autentico Kafeneio cretese (locale riservato agli uomini), frequentato da uomini baffuti che consumano tazze di caffè cretese e passano il tempo a chiacchierare.


La mattina successiva scopriamo la pantagruelica colazione che Katerina prepara per gli ospiti. Una cosina semplice, composta da circa venti tipi di leccornie che spaziano dal dolce al salato e, se non finisci tutto, ti viene dato un sacchetto e puoi portarti quello che vuoi in spiaggia.

Oggi andiamo a Matala, località costiera molto famosa negli anni ’60 perché scelta come meta dagli hippy (es. Joni Mitchell) e, dopo essere stati per giorni in una tranquillità assoluta, ritrovarsi in una cittadina piena di gente, negozi e locali è quasi stordente, ma siamo tornati nella “civiltà”.




Arriviamo presto in spiaggia e andiamo subito a visitare le grotte che la orlano, e che si rivelano una bella sorpresa. Erano abitate dagli hippy, ma in origine erano tombe di epoca romana che ora vengono protette. Andrea si diverte ad esplorarle mentre io mi riposo sullo sdraio.





Rientrando facciamo una piccola deviazione fino al Moni Vrondisi, che vanta una bella fontana veneziana del XV secolo raffigurante Adamo ed Eva, ma purtroppo non possiamo entrare perché il nostro abbigliamento “da spiaggia” non è ritenuto consono. Forse ricordiamo troppo Adamo&Eva.



La sera esploriamo meglio Zaros e scopriamo che è famosa per le sue sorgenti d’acqua naturale, che qui viene imbottigliata e poi venduta in tutta l’isola. Tutte le case avevano anticamente la loro fontanella e ancora oggi se ne trovano moltissime.


Per il nostro ultimo giorno cretese decidiamo di andare nella spiaggia di Kommos, poco distante da Matala dove però regnano e convivono pace, quiete totale e due taverne.





Il nostro viaggio è giunto al termine, ma resterà per sempre nella nostra memoria perché Creta è un’isola bellissima, con paesaggi che ti lasciano senza parole, con una storia millenaria, con una cucina sana e invitante, abitata da un popolo fiero, generoso ed accogliente come la signora Katerina che la mattina della nostra partenza si è alzata all’alba per cucinarci la colazione da portare via.

Chi lascerebbe un posto così?! Siamo sicuri che noi l’abbiamo fatto? Voi cosa dite?! Se lo volete scoprire, aspettate il nostro prossimo articolo.