Viaggio in Messico 2014 – Giorno 2: grotte di LolTun e Uxmal

Vi ricordate? C'eravamo lasciati a Mérida quando, stanchi morti dopo la nostra prima giornata in Messico, siamo crollati sul letto come due sacchi di patate (dolci, naturalmente, visto che sono originarie proprio del Centro e Sud America).

Dopo un buon sonno ristoratore siamo di nuovo belli arzilli, pronti ad affrontare la seconda tappa del nostro itinerario nello Yucatán. Ci ritroviamo quindi con i nostri temporanei compagni di viaggio, saliamo sul pulmino e partiamo alla volta di nuove avventure!

Grotte di Lol-Tun: stiamo freschi, ma di certo non per la delusione

Grotte di Lol-tun

Le grotte di Lol-Tun (in lingua maya: fiore di pietra) si trovano circa 100 km a sud di Mérida. Ricordo la strada, immersa nella foresta, che già da sola valeva la pena dello spostamento. Non abbiamo incrociato nessuno durante il tragitto, e io (Sandra) da vera ottimista DOC pensavo: “immagina se ti si rompe il motore in un posto così...”.

Arrivati a destinazione, dal parcheggio abbiamo percorso un breve sentiero fino all’entrata. Più avanzavo (sono sempre Sandra) più sentivo arrivare aria fresca, e più sentivo il fresco più si allontanava il brutto ricordo della tremenda calura sofferta il giorno prima. Carissime grotte di Lol-tun già mi piacevate mentre progettavamo il viaggio, ma non avevo idea di quello che avrei realmente trovato qui. Fresco compreso!

Queste grotte sono una destinazione fuori dai circuiti turistici più battuti. Si estendono per circa 5 km nel sottosuolo, ma solo 2 km sono stati esplorati; e di questi, solo i primi 700 m sono visitabili ed illuminati.

La frequentazione umana fin dall’antichità è testimoniata dal ritrovamento di ossa di animali, vasi cerimoniali e incisioni rupestri datate a partire dal 1500 a.C. Qui i Maya si procuravano l’argilla e sempre qui cercarono rifugio durante le guerre delle caste, che insanguinarono tutta la penisola dello Yucatán tra il finire del XIX e l’inizio del XX secolo.

Le grotte di Lol-Tun sono suddivise in varie “sale” dai nomi coreografici come La Cattedrale e Il Gran Canyon, ma la più stupefacente è la Sala delle Colonne. Create dall’unione tra stalattiti e stalagmiti, queste “colonne” se toccate emettono suoni diversi e per tale motivo venivano usate durante le cerimonie rituali dei nativi.

Grotte di Lol-tun

Però siamo rimasti letteralmente senza fiato quando abbiamo raggiunto La Galleria, una sorta di grotta aperta dalla cui sommità filtrano i raggi del sole, i quali illuminano le radici degli alberi che crescono in superficie. Un “effetto speciale-naturale” straordinario!

Ad ogni modo va detto che il fascino del sito risiede anche nell’ottima illuminazione artificiale, nei colori e nei giochi di luci studiati sia per valorizzare le varie sale sia per creare una coinvolgente atmosfera.

Uxmal: un sito meraviglioso e un'altra piramide da scalare

Uxmal

Nel primo pomeriggio entriamo nella regione collinare chiamata Puuc e arriviamo a Uxmal (in lingua maya: costruita tre volte), sito che dal 1996 fa parte del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

La città venne fondata intorno al VI secolo d.C. In seguito abbandonata, forse a causa di una grave siccità, venne invasa dalla vegetazione e riscoperta solo nel XIX secolo.

Dopo la ressa dei venditori ambulanti di Chichén Itzá e il frastuono dei loro campanellini, la quieta tranquillità di Uxmal è una gradita sorpresa e, nonostante il caldo, iniziamo la nostra esplorazione con tanta curiosità e spirito avventuroso.

All’entrata del sito ci accoglie la Pirámide del adivino (in spagnolo: piramide dell’indovino) il simbolo di Uxmal. Ha lati arrotondati, base ellittica e secondo la leggenda venne costruita da un nano in una sola notte. In realtà l’edificio che vediamo oggi è la quinta ricostruzione di quello originale, ma rimane visibile il portale appartenente alla quarta, che rappresenta la bocca di una gigantesca maschera del dio della pioggia Chaac costruita nello stile di Chenes.

Uxmal

Uxmal

Uxmal

Di fronte alla piramide si trova il Cuadrángulo de las Monjas (in spagnolo: quadrilatero delle monache), chiamato così dai conquistadores che ne fraintesero l’uso scambiandolo per un convento. Si tratta dell’elemento architettonico più maestoso del sito, formato da quattro edifici posti intorno ad un cortile, i quali avevano probabilmente funzioni istituzionali.

Ci aggiriamo, incantati e rapiti, tra le altre vestigia del sito. Vediamo un campo per il gioco della pelota, il palazzo del governatore, la casa delle tartarughe. E concludiamo con la grande piramide, su cui è possibile salire: io (Sandra) dopo l’esperienza di Ek Balam passo volentieri la mano, mentre invece io (Andrea) salgo agilmente la gradinata e vado a godermi il panorama dall’alto.

Uxmal ci ha conquistati con la sua eleganza regale e discreta. Nonostante il caldo non è stato troppo impegnativo visitarla e senza dubbio è diventata la nostra città Maya preferita.

Anche il nostro secondo giorno volge ormai al termine... Stanchi ma soddisfatti riprendiamo la strada per Mérida, pronti per le nuove scoperte che ci attendono l'indomani!

Uxmal

Consigli messicani utili: cosa ci ha insegnato il nostro secondo giorno di viaggio?

1. Non pensiate che i siti Maya siano tutti uguali: ognuno di loro ha le sue peculiarità e la sua particolare atmosfera, e ognuno si rivela una splendida, unica sorpresa.

2. Il tragitto verso le grotte di Lol-Tun ci ha confermato quanto sia stata giusta la decisione di non guidare da soli per le strade messicane (almeno dal nostro punto di vista: di questo ne abbiamo parlato nei post precedenti della serie). Quindi se state progettando un viaggio on the road in Messico valutate bene pro, contro e soprattutto le vostre capacità.

3. Se decidete di salire su una piramide non sottovalutate in alcun modo né l'ascesa né la discesa: le scalinate sono molto ripide e scivolare è questione di un attimo.